LISSONE — Daniele Orsato fa autocritica. Il designatore dei fischietti di Serie A e B approfitta della prima sosta della stagione per effettuare un bilancio dopo le cinque giornate di campionato appena disputate. All’International Broadcast Center di Lissone, è andato in scena ieri mattina il confronto fra i vertici arbitrali e una robusta rappresentanza di allenatori a cui Orsato ha spiegato le linee guida della rivoluzione silenziosa che ha avviato.
Ha elencato una serie di dati dai quali si evince come le partite, con meno interruzioni, siano diventate più veloci, combattute e di conseguenza più divertenti per il pubblico. Il gioco effettivo è aumentato in media di 5’ e 30’’ rispetto allo scorso anno e il numero di falli fischiati a partita è scivolato da 25 a 22,5, quasi una media da Premier League. Certo, c’è chi obietterà che a furia di privilegiare il punto di vista dell’arbitro in campo e di limitare gli interventi per non spezzettare il gioco, i ricorsi al Var sono praticamente scomparsi. Il gesto del direttore di gara nel centro del campo che mima il quadrato è diventato una rarità. «Orsato ci ha spiegato che il Var deve intervenire solo quando l’arbitro non vede o vede poco bene» ha spiegato al termine della riunione il presidente della Lega di A, Ezio Simonelli. «Ha affrontato ogni argomento con molta autocritica. Ha mostrato gli errori che sono stati commessi in questo inizio di stagione e ha specificato che lui è il primo a essere arrabbiato in caso di valutazioni errate. Si auspica che gli errori non si ripetano in futuro».
Analizzando gli episodi discussi, Orsato ha fatto mea culpa sulla situazione di gioco che più di recente ha creato dibattito, ovvero la trattenuta di Kalulu su Rowe nel corso di Juventus-Atalanta. Sarri, ieri assente (per polemica?), aveva invocato il rigore: il designatore ha ammesso l’errore di Zufferli e Spalletti al termine del vertice ha apprezzato la sincerità. «Si sono fissati i parametri di valutazione, l’incontro si è rivelato fondamentale per avvicinarci alle nuove direttive». Il tecnico della Juve ha chiesto copia della relazione così da poterla mostrare ai suoi giocatori.
Orsato ha ammesso altresì l’errore anche in altre valutazioni dei suoi fischietti. Si è partiti dalla svista di Marinelli in Coppa Italia, il quale non aveva assegnato il rigore per il fallo di Caracciolo su Pellegrino in Fiorentina-Pisa. Inoltre è stato bocciato il mancato penalty su Monterisi e la mancata espulsione di Jimenez in Fiorentina-Frosinone. Capo cosparso di cenere anche per il fallo di mano da rigore di Vlasic non fischiato in Torino-Milan. E per concludere nel mirino è finita anche la mancata espulsione di Caqueret per l’intervento su Britschgi in Como-Parma.
Orsato ha ribadito che la sala di Lissone dovrà intervenire solo in casi eccezionali o davanti a errori chiari ed evidenti di campo, non quelli già valutati nel corso della gara dell’arbitro.
I tecnici hanno ascoltato in religioso silenzio: si è alzata la voce di Daniele De Rossi per invocare l’uniformità di giudizio all’interno della stessa partita o fra gare diverse. Inoltre, come ha spiegato Simonelli, si è insistito sull’importanza della posizione in campo. «Gli arbitri sono costretti a correre molto di più, anche perché il tempo effettivo è aumentato. Oggi il direttore di gara, con questi ritmi, corre per almeno 12 chilometri a partita e, a differenza dei calciatori, non può essere sostituito quando è stanco». Infallibile e anche atleta.
22 set 2026 | 07:11