L’Unicorno italiano va in Borsa (a Wall Street): le azioni di Bending Spoons debuttano sul Nasdaq. La società comunica che il prezzo della propria offerta pubblica iniziale è pari a 29 dollari per azione, al di sopra della forchetta di 26-28 dollari comunicata in precedenza. Sono stati raccolti 1,68 miliardi di dollari dalla vendita di 57.971.015 azioni ordinarie, di cui 34.398.640 offerte da Bending Spoons e 23.572.375 da alcuni azionisti venditori. La chiusura dell'offerta è prevista per il 2 luglio.
Bending Spoons è stata valutata circa 18,4 miliardi di dollari, sulla base delle azioni in circolazione dichiarate nei documenti depositati alla Sec, ben più degli 11 miliardi di dollari di valutazione dell'ultimo round di finanziamento del 2025. Goldman Sachs International, J.P. Morgan e Allen & Company LLC svolgono il ruolo di joint lead book-running manager dell'offerta. Wells Fargo Securities, BofA Securities, Jefferies, Evercore ISI, BNP Paribas, Mizuho, Societe Generale, Crédit Agricole CIB, Intesa Sanpaolo (IMI CIB Division), UniCredit e Banca Akros – Gruppo Banco Bpm svolgono il ruolo di joint book-running manager dell’offerta.
Bending Spoons è nata nel 2013 a Copenaghen, dall’idea di cinque under 30. Luca Ferrari di Settimo di Pescatina, frazione di un piccolo comune nella campagna veronese, Francesco Patarnello, originario di Padova, Matteo Danieli di Vicenza e Luca Querella di Torino. Ingegneri, tre laureati all’Università di Padova, uno al Politecnico di Torino. Il quinto componente del team, Tomasz Greber, è polacco.
L’obiettivo da cui parte Bending Spoons è aggregare imprese tecnologiche, trasformarle per renderle più redditizie e, infine, reinvestire i profitti così generati per nuove acquisizioni. La sua sede centrale è a Milano. Dalla sua fondazione, ha concluso oltre 50 acquisizioni tra cui quelle di America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, Koomoot, Eventbrite. Le app del gruppo contano oggi oltre 400 milioni di utenti attivi mensili e 10 milioni di clienti paganti.
Negli anni Bending Spoons ha raccolto 5 miliardi di capitali da investitori come Baillie Gifford, il fondo scozzese che è uno degli storici investitori istituzionali di Tesla, Tamburi, l’ex cfo di Apple Luca Maestri e l’ex tennista Andre Agassi. Oggi può vantare oltre 500 milioni di utenti per le sue app e ha chiuso il 2025 con ricavi per 2,6 miliardi e un margine di profitto di 500 milioni.