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Mondiali 2026, le partite di oggi in diretta: Francia-Svezia 3-0: altra doppietta di Mbappé. Costa d'Avorio-Norvegia 1-2, gol di Haaland nel finale. Agli ottavi c'è il Brasile

Mondiali 2026, le partite di oggi in diretta: Francia-Svezia 3-0: altra doppietta di Mbappé. Costa d'Avorio-Norvegia 1-2, gol di Haaland nel finale. Agli ottavi c'è il Brasile

(Paolo Tomaselli, inviato a Eastrutherford) Mbappé ne fa due anche alla Svezia, mette pressione a Messi (6 gol come luie non ha paura a sfidare anche il suo amico Pelé, che non c’è più: «La Francia sembra il Brasile del 1970! Kylian, Olise, Dembelé, Barcola o Doué: mamma mia!». Walter Casagrande, rimasto nei cuori dei tifosi di Torino e Ascoli, è un commentatore molto apprezzato in patria e mentre guarda Les Bleus segnare il tredicesimo gol in quattro partite e dare spettacolo nella fornace dello stadio con vista (lontana) su Manhattan, non si trattiene: con un po’ di invidia perché la Seleçao non gioca certo come i francesi, ma soprattutto con ammirazione. 

Il paragone lo aveva fatto nei giorni scorsi anche Fabio Capello sulla Gazzetta e rende l’idea della grande bellezza che sta seminando la squadra di Deschamps, che tramortisce anche gli scandinavi e raggiunge gli ottavi dove ad aspettarla non sarà la Germania ma il Paraguay: meglio per i tedeschi che saranno a guardarsela in spiaggia, birra in mano.

Il momento del raccolto è ancora molto lontano, ma si può già dire che questa versione dei Bleus si diverte e diverte molto di più di quella che ha perso ai rigori contro l’Argentina dopo l’incredibile 3-3 nella finale in Qatar. Ma anche di quella che ha stravinto la finale con la Croazia nel 2018, che pure erano due squadroni. Questo potrebbe far alzare le antenne al ct, che era sempre stato criticato per un atteggiamento un po’ sparagnino della sua squadra e se continua così verrà incensato come fosse Rinus Michels, ct della mitica Olanda del 1974, poi sconfitta dalla Germania Ovest. Ma Deschamps è uno abituato a vincere e a gestire la bellezza con pragmatismo: anche se si inchina a Mbappé quando lo toglie dal campo, le due palle gol che la Svezia crea saranno oggetto di studio, perché la Francia a volte lascia soli i suoi difensori.

D’altronde sotto un sole pesante, allestire questo spettacolo porta via tante energie: Mbappé colpisce un palo, Olise è imprendibile per gli svedesi che dopo dieci minuti cominciano già a boccheggiare e a sbagliare i passaggi più semplici: anche lui centra un palo con una rovesciata magnifica e poi costringe il povero Zetterstrom a una parata complicatissima, mentre Dembelé sparacchia alto una delle tante palle gol del primo tempo. A sbloccare la situazione ci pensa Mbappé con un tiro a giro dentro l’area, dopo uno scambio tra Dembelè e Olise nel quale la difesa svedese resta a guardare, rapita da tanta abbondanza, manco fosse la sindrome di Stoccolma.

Il capitano, al quinto gol corre ad abbracciare l’allenatore, seguito da tutta la squadra: la morte della mamma di Deschamps ha compattato ancora di più un gruppo rinnovato per metà rispetto a quattro anni fa, più giovane e che sta bene insieme anche fuori dal campo. E non si ferma, perché comunque annusa il pericolo: Barcola, a segno già contro il Senegal e preferito a Doué, sfrutta un’altra intuizione di Olise e con un tiro da posizione centrale toglie ogni speranza al portiere svedese, segnando il 2-0. La stella del Bayern che non ama i riflettori e non ha sponsor personali, serve l’assist anche per il secondo gol di Mbappé, che incalza Messi (che è a 19) con 18 reti ai Mondiali, ma in appena 18 partite.

Poi Olise cerca in tutti i modi di sbloccarsi, ma deve anche pensare a salvare le caviglie e rischia grosso su un intervento del vecchio Lindelof, unico reduce della Svezia che pareggiando 0-0 a Milano nel novembre 2017 tolse all’Italia il primo Mondiale dopo sessant’anni. Adesso c’è un ct inglese come Potter che ha tre punte costate 300 milioni, ma non attacca in modo organico e non difende di squadra. Però, sinceramente, contro una Francia così, che gli vuoi dire?

Partita senza storia, tris alla Svezia con un'altra doppietta di Mbappé e la rete di Barcola

Con una sterzata formidabile, mette tutta la difesa svedese fuori gioco. Il suo tiro viene salvato da un ottimo Zetterstrom

Sempre lui, sempre Mbappé, che trova la terza doppietta del suo torneo, il sesto gol di questo Mondiale. Altro grande assist di Olise

Olise ci sta provando in tutti i modi a trovare il primo gol del suo Mondiale, ma il portiere svedese si supera ancora una volta

Gli manca solo il gol, altra gran parata di Zetterstrom

Barcola mette in cassaforte la partita: altro filtrante geniale di Olise, che libera l'attaccante del psg a tu per tu davanti al portiere

Solito calcio d'inizio da parte della Francia, che butta la palla in rimessa laterale 

La Francia domina fra pali (due) e un gol annullato. Alla fine la sblocca il solito Mbappé negli ultimi minuti del primo tempo 

Dopo un'altra grande occasione (gran parata di Zetterstrom sul tiro di Olise) Mbappé la sblocca su assist di Dembelé. Gol numero 5 in questo Mondiale per l'attaccante del Real 

La squadra di Deschamps ora sta dominando. Tentativi di Mbappé e Olise, scatenato, ma palla fuori

Splendida rovesciata di Olise, che centra il palo (il secondo della Francia in questa partita)

Francia di nuovo a un passo dal vantaggio, Mbappé viene servito da Koundé ma il suo tiro ravvicinato a botta sicura centra il palo

Liberato a tu per tu con il portiere, la star del Real non sbaglia. Ma era leggermente in fuorigioco 

L'attaccante francese si fa 40 metri palla alo piede, entra in area e sotto pressione calcia alto 

Il sinistro dalla distanza di Digne non sorprende Zetterstrom, mentre il tiro di Mbappé dai 25 metri è troppo centrale

A provarci di più è la Svezia, molto veloce nel ripartire con le falcate di Isak

La conclusione di Isak però è troppo debole, Maignan para senza problemi 

Il primo pallone lo tocca la Francia 

Manca ormai pochissimo al calcio d'inizio

FRANCIA (4-2-3-1): Maignan; Koundé, Upamecano, Saliba, Digne; Tchouaméni, Rabiot; Dembelé, Olise, Barcola; Mbappé. Ct. Deschamps 

SVEZIA (3-4-3): Zetterstrom; Lagerbielke, Lindelöf, Gudmundsson; Svensson, Bergvall, Ayari, Stroud; Elanga, Gyokeres, Isak. Ct. Potter. - 

(Carlos Passerini, inviato a Dallas) Trecento chili di salmone, ovviamente norvegese, più un quintale abbondante di formaggio caramellato tipico, seimila arance e perfino un paio di cuochi stellati per mettere insieme tutti gli ingredienti durante il lungo viaggio americano. L’elenco della spesa della Nazionale scandinava prima della partenza ha fatto il giro del mondo, ma funziona anche come metafora per raccontare la fame di Haaland e i suoi fratelli: di gol, di futuro, di vita. Noi lo sapevamo già, avendoli purtroppo incrociati durante il cammino delle qualificazioni: sono forti, non solo fisicamente come un tempo, ma anche con la palla fra i piedi. Contro la Costa d’Avorio faticano, vanno avanti con Nusa illudendosi che sia tutto facile ma poi si fanno riprendere da una magia di Diallo, ex Atalanta, prima del morso di Erling Haaland che a quattro minuti dalla fine spedisce la Norvegia agli ottavi dove troverà il Brasile. Papà Alf-Inge in tribuna si commuove, mentre sul campo parte la festa scandinava col Viking Row, la remata collettiva dei tifosi, ormai un cult di questo torneo. Odegaard si fa dare un tamburo: i 70mila del Dallas Stadium lo seguono andando a ritmo. La verità è che il peso dei 28 anni senza Mondiale si era fatto sentire, insieme al timore di non essere all’altezza. Ma alla fine, la fame di Haaland e dei suoi fratelli è stata più forte della paura e anche dell’orgoglio degli ivoriani, che tornano a casa a testa alta, dopo una prestazione ricca di dignita dove è mancata concretezza. Per i nordici è la prima vittoria in una fase a eliminazione diretta: avevano perso nel ’38 e nel ’98, sempre contro l’Italia.

«Avanti così» sorride Haaland, mentre gli mettono in testa un cappello da vichingo, di quelli con le corna. «Con un giocatore del genere possiamo giocarcela con chiunque» aveva avvisato Solbakken, «il c.t. morto e risorto» come l’hanno ribattezzato alcuni giornalisti del suo Paese, visto che nel 2001 quando giocava nel Copenaghen ebbe un infarto e venne dichiarato clinicamente deceduto, salvo poi riprendersi. Le sue idee le conosciamo: tre attaccanti che corrono e s’incrociano, giocate rapide, ritmi forsennati. Stavolta però la sua Norvegia è meno sprint del solito.

Dopo otto giorni senza giocare, Erling vuole subito lasciare il segno. Quella con Yan Diomande è la sfida nella sfida: l’ivoriano ha sei anni in meno, 19 contro 25, ma ha Haaland come modello: è riuscito anche a farsi regalare la maglia. Il Liverpool lo corteggia ma il Lipsia spara alto, 120 milioni di euro, che oggi sono troppi. Il Dallas Stadium, casa dei mitici Cowboys, si accende ogni volta che i due bomber vengono inquadrati sul Jumbotrone, il gigantesco maxischermo hi-tech dal costo di 40 milioni di dollari.
 
Meglio gli africani, nel primo tempo. Eppure, proprio nel momento più difficile, ecco che Nusa porta avanti gli scandinavi con un diabolico destro all’incrocio. Gran gol. Dall’altra parte, Bonny dell’Inter è troppo isolato. Pepe calcia addosso al portiere. È il segnale che gli ivoriani non si sono arresi: Diallo, cresciuto nell’Atalanta e venduto al Manchester United nel 2021 per 40 milioni di euro quando aveva solo 18 anni, entra in campo e trova subito il pareggio con uno slalom show che va di diritto fra i gol più belli. Molto più di quello di Haaland, che dopo una partita senza guizzi deve solo appoggiare in rete un assist di Berg su giocata di Bobb. Ma vale gli ottavi, perché negli ultimi secondi di recupero Nyland vola su Diallo. E tanto basta, per la fame della Norvegia.

Haaland e compagni scatenati

Decide Haaland con la rete nel finale dopo una partita equilibratissima: la Norvegia sfiderà il Brasile agli ottavi

Parata provvidenziale del portiere norvegese Nyland

La Norvegia ora stringe i denti

La Norvegia ora gioca con il cronometro

Inserimento perfetto di Berg, che serve un pallone solo da spingere in porta: l'attaccante del City non colpisce benissimo, ma basta per riportare avanti i suoi

Pepe giù in area, ma per il direttore di gara non c'è nulla

Pareggio meritato degli africani, splendida rete di Diallo: serpentina in area di rigore e pallone che si insacca sul secondo palo

Occasione enorme per il gol del 2-0: salvataggio sulla linea su conclusione di Heggem, il pallone non è entrato in porta.

La Norvegia ora gioca sulla difensiva

Chance per gli africani con Pepe, decisivo l'intervento del portiere Nyland

Norvegia avanti

Ammonito Nusa, finisce qui il primo tempo. Norvegia avanti 

Dopo il gol di Nusa la Norvegia è tutta in avanti: altro cross in mezzo, sponda di Sorloth e intervento provvidenziale di Sangaré sul tentativo ravvicinato di Haaland

Dopo una prima parte di partita complicata, la Norvegia passa con una prodezza di Nusa, che dalla sinistra si accentra e lascia partire un tiro a giro sul palo più lontano che non lascia scampo a Fofana

Si accende Diomande che dalla destra mette un pallone in mezzo per Pepe, il quale a sua volta rimette la sfera al centro. La difesa della Norvegia, in affanno, riesce ad allontanare con Ajer

Konan rientra sul destro e calcia sul primo palo, ma la palla finisce solo sull'esterno della rete

Ritmi non così elevati, meglio la Norvegia. L'atalantino Kossounou ancora decisivo sul filtrante di Odegaard per Haaland

L'attaccante della Norvegia colpisce di testa da ottima posizione sull'assist di Pedersen, ma viene murato da Kossounou. Dall'altra parte ivoriani pericolosi sulla destra con Pepé, il cui cross viene allontanato da Heggem

La Norvegia si butta subito in avanti 

Squadre in campo, ora il calcio d'inizio

Il più atteso, cioè il norvegese Haaland, torna titolare dopo la panchina nell'ultima partita del girone contro la Francia. 

COSTA D'AVORIO (4-1-4-1): Y. Fofana; Doué, Kossounou, Agbadou, Konan; Sangaré; Pépé, Kessie, Inao Oulai, Diomandé; Bonny. All. Emerse Fae.

NORVEGIA (4-3-3): Nyland; Pedersen, Ajer, Heggem, Wolfe; Odegaard, Berge, Berg; Sotloth, Haaland, Nusa. All. Stale Solbakken. 

«Alla luce di una battuta d'arresto così grave e con le sfide che ci attendono
non possiamo e non vogliamo semplicemente far finta di niente». Così il
presidente della Dfb, la federcalcio tedesca, Bernd Neuendorf commentando
l'eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale avvenuta ai calci di rigore per mano del Paraguay. «Nei prossimi giorni analizzeremo con calma e in maniera approfondita i motivi per cui la squadra non è stata in grado di esprimere il proprio potenziale e di soddisfare sia le proprie aspettative sia quelle del calcio tedesco - ha proseguito - Ieri ho avuto un lungo colloqui con il ct Julian Nagelsmann. Era presente anche la componente tecnica guidata da Andreas Rettig e Rudi Voeller. Siamo tutti d'accordo sul fatto che la nostra prestazione ai Mondiali non sia stata all'altezza delle nostre aspettative».

(Massimiliano Nerozzi, inviato a Miami) All’incrocio tra la 128esima Nord Ovest e la 28esima strada, la facciona di Leo Messi ti sorride dalla parete di un edificio di sei piani, per venti metri di larghezza, nel cuore del Wynwood Arts District di Miami, mentre i tifosi di ogni fede fanno la fila davanti alla sua statua dentro al Fan store dell’Inter Miami, all’interno del NU Stadium, la nuova casa del club, appena costruita al Freedom Park, a due passi dall’aeroporto. Arena che ha già intitolato un settore al numero dieci, il Leo Messi Stand. L’unico a essere (ancora) giocatore e (già) monumento. QUI l'articolo completo

(Paolo Condò) Fra le grandi questioni filosofiche del calcio il peso reale di un allenatore è fra le più dibattute, perché c’è chi si atteggia a demiurgo (lo riconosci quando dice «il mio calcio») e chi si nasconde dietro i giocatori («vinci se sono buoni, io non devo far danni»). Senza entrare a piedi uniti nella contesa, la certezza è che in un torneo l’influenza del tecnico, che nelle nazionali è pure commissario, cresca parecchio. 

Carlo Ancelotti ha vinto i famosi 5 campionati, ma il suo posto nella storia è garantito innanzitutto dalle coppe, e dalle tante soluzioni trovate in tempo reale, ovvero quando la casa sta andando a fuoco, per trasferire l’incendio nell’accampamento rivale. Nell’intervallo della gara di ieri Ancelotti si è guadagnato il primo bonus che il Brasile, in assenza di campionissimi, gli paga per essere l’uomo copertina della Seleçao. Nel primo tempo il Brasile era così fermo sulle gambe da non tirare mai da meno di 18 metri, mentre il catenaccio del Giappone aveva prodotto un contropiede ruggente e vincente. QUI l'articolo completo 

Ci sono prestazioni che possono impreziosire una carriera. Per Orlando Gill, 26enne portiere paraguaiano di 199 centimetri, la svolta calcistica si è concretizzata in un pomeriggio a Boston, dove le sue parate hanno fermato la Germania e qualificato il Paraguay agli ottavi della Coppa del Mondo. Si tratta del miglior risultato per l'Albirroja dai tempi dei quarti di finale di Sudafrica 2010, un traguardo significativo arrivato dopo aver mancato la qualificazione nelle ultime tre edizioni del torneo. Eppure, dietro i riflessi che hanno bloccato dal dischetto Havertz e Woltemade, si nasconde la storia personale di un uomo che quattro anni fa si è visto costretto a vendere ciò che possedeva pur di mantenere la propria famiglia. QUI l'articolo completo

Il dolore più grande è entrato nel ritiro dell'Olanda, ma Cody Gakpo ha scelto di affrontarlo sul campo, alzando il dito al cielo alla disperata ricerca di un raggio di sole tra i nuvoloni neri dei giorni scorsi. È stato un sorriso fugace, svanito nel vento di una partita drammatica. La sua rete aveva illuso l'Olanda, prima che i rigori premiassero il Marocco, decretando l'eliminazione degli Oranje dal Mondiale. QUI l'articolo completo

Il caldo estremo che ha colpito l’Italia e l’Europa è arrivato anche negli Stati Uniti e in Canada. Nei prossimi giorni infatti gran parte degli Usa, in particolare la costa Est, sono previsti picchi di oltre 40 gradi. In Canada invece il termometro potrebbe segnare oltre 30°, con un aumento importante del livello di umidità. Il Servizio Meteorologico Nazionale, spiega AP, ha emesso un'allerta per caldo estremo per le città di Filadelfia e le zone circostanti a partire dal pomeriggio di mercoledì fino a sabato sera, con temperature percepite 43 gradi durante il giorno. QUI l'articolo completo 

(Aldo Cazzullo, inviato a New York) C'era una volta lo sport in cui «si gioca 11 contro 11 e alla fine vince la Germania» (Gary Lineker). E c’era una volta la «locomotiva d’Europa» (questo lo dicevano un po’ tutti). Ora la Germania si è incartataIl Paese che in effetti trainava l’Europa e arrivava quasi sempre in fondo agli Europei e ai Mondiali non esiste più. Sembra essere un Paese di cattivo umore, depresso, impaurito, che non sa più chi è. Non occorreva la sentenza del Paraguay e del Mondiale americano per rendersene conto; dal calcio è venuta soltanto una conferma. QUI l'articolo completo

Siamo nel pieno dei sedicesimi di finale. Oggi è il giorno delle star: tornano in campo i campioni francesi e Haaland. La Norvegia aprirà la giornata, sfidando la Costa d'Avorio di Diomande, altra bella sorpresa di questo Mondiale. Alle 23 la Francia affronterà la Svezia di Gyokeres. Nella notte i padroni di casa del Messico sfideranno l'Ecuador.  QUI la guida completa

30 giugno 2026 ( modifica il 1 luglio 2026 | 01:13)

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