L'Italia del calcio esige chiarezza. La scorsa settimana il presidente della Figc, Giovanni Malagò, al termine del suo primo Consiglio aveva annunciato il disvelamento dei piani nel giro di pochi giorni. Da oggi, ogni momento è buono per annunciare il nuovo dt della Nazionale: alle componenti ha anticipato che intende comunicare in via definitiva il nome entro venerdì.
Di certo, si attende con una certa trepidazione la risposta di Paolo Maldini, la leggenda del Milan a cui l'ex presidente del Coni, nel corso di più incontri, ha illustrato il perimetro delle responsabilità in caso di accettazione del ruolo. Sarebbero ampie e comprenderebbero la presidenza del Club Italia e carta bianca totale, da dt, sull'intera organizzazione della Nazionale e di tutte le Under. È evidente che per Paolo, che ha vissuto l'intera carriera da giocatore e dirigente a Milano, la scelta è anche di vita: dovrebbe abituarsi a una vita romana di palazzo e a un ingaggio più basso dall'ultimo percepito al Milan (2 milioni più bonus).
Finora ha sempre rifiutato ruoli di facciata perché un totem come lui esige operatività, senza lacci e lacciuoli: in teoria Malagò e qualche dirigente di serie A, che è sceso in campo per un appello alla responsabilità, sono pronti a garantirgliela. Finché non sarà sciolto il nodo dirigenziale, non si potrà procedere sulla scelta del ct. Malagò ha già spiegato di voler condividere con il futuro dt la decisione sul tecnico.
Come è noto, in lizza ci sono Roberto Mancini, a cui il presidente della Figc avrebbe già promesso la panchina, e Antonio Conte, che certo non potrebbe guadagnare meno rispetto a quanto incassava 12 anni fa (5 milioni più bonus). Il budget federale non è stellare ed è tutto da vedere che la Lega di A sia unita nel voler contribuire all'ingaggio. Ma al momento la domanda è una: Maldini è convinto di accettare?