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Elena Pero morta, la voce del tennis di Sky aveva 60 anni

Elena Pero morta, la voce del tennis di Sky aveva 60 anni

A Wimbledon quest’anno faceva un caldo notevole, spesso sopra i trenta gradi. Elena, però, aveva sempre freddo. E per chi le vuole bene (vuole, non voleva) quel dettaglio apparentemente secondario era stato un campanello d’allarme. Nel corso di quell’ultima chiacchierata alla fine di un torneo bellissimo, vinto da Jannik Sinner per la seconda volta, affacciate sui campi dalla terrazza che Sky Sport usa per i collegamenti degli inviati, Elena si era stretta nel piumino, la solita sciarpetta arrotolata alta intorno al collo, ma anche la soddisfazione della super professionista al cospetto di un lavoro finito. Ottimamente svolto, come d’abitudine. Avevamo dato la colpa all’aria condizionata del torneo, in sala stampa e nella cabina di commento, che per lei era diventata una seconda casa da condividere con il professor Paolo Bertolucci. Bel torneo, Elenina, ti sei divertita? Massì, quando vince Jannik io mi diverto sempre.

Se n’è andata questa sera, Elena Pero, la ragazza di sessant’anni che non aveva mai saltato una telecronaca: a farla deragliare dal lavoro che amava non era riuscita nemmeno la malattia. L’aveva scelto, il mestiere di giornalista, un lontano giorno nel salotto di Rino Tommasi, il guru del tennis che aveva convocato il plotone di giovinastri che avevano risposto all’inserzione su una rivista specializzata: cercasi statistico. Nessuna di noi due lo era diventata, statistica, ma quel giorno era stato uno spartiacque per entrambe. Era entrata a Telepiù dalla fondazione, come praticante giornalista. Si è fatta strada con bravura nell’enclave più maschile della società italiana: lo sport. 

Si spegne la voce del tennis di Sky, voce femminile (non è banale) in grado di raccogliere l’eredità dei giganti, il doppio ingiocabile Clerici-Tommasi; si spengono l’appassionata preparazione dei match e le domande puntuali a Bertolucci, le pochissime che non indispettivano il maestro. Dalla telecronaca di Sinner-Zverev, finale di Wimbledon, sono passati poco più di due mesi.

Gioito del successo italiano, Elena aveva dato appuntamento ai telespettatori ai Master 1000 americani. E invece no. Era tornata da Londra, oltre che con il freddo nelle ossa, con forti mal di testa. Aveva deciso di partire per una vacanza in Scandinavia con le amiche pensando alla stanchezza, a quel crollo dell’adrenalina che ti coglie in cima a una grande fatica. Era stata male lassù, al Nord. Era rientrata a Milano precipitosamente, temendo il peggio. E il peggio, purtroppo, è arrivato. Due anni dopo il tumore che aveva affrontato a viso aperto, con coraggio leonino, sottoponendosi a cure sperimentali per potersi sottoporre all’operazione e parlandone apertamente alla maniera della Lea (Pericoli), il male si è ripresentato. La sua voce era zucchero filato, le sue curiosità le nostre. Lascia la famiglia di Sky atterrita, noi amici spezzati, il tennis afono.

24 settembre 2026, 21:43 - Aggiornata il 24 settembre 2026 , 22:49

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