Il tema dell'Intelligenza Artificiale è esploso, le macchine che noi stessi abbiamo creato e che hanno portato progressi importanti in molti campi, ora sembrano minacciarci sulla sicurezza dei dati innanzitutto, nei posti di lavoro, nell'economia globale, nella gestione dei conflitti, nella creatività e nella propaganda. Il pericolo, latente da anni, è diventato manifesto dopo gli allarmi sulla troppo rapida espansione proprio di chi ha contribuito a creare l'Ai, come Dario Amodei il fondatore di Anthropic e non solo. Una delle declinazioni solo forse all'apparenza meno pericolosa riguarda i modelli culturali di bellezza che hanno effetti gravi sulla nostra percezione corporea e dunque anche sulla salute mentale in generale e degli adolescenti in particolare.
L'attenzione mediatica sulla magrezza estrema, la cultura ozempica divenuta mainstream grazie alla diffusione facile di un farmaco che sostanzialmente blocca l'appetito e fa perdere peso, nato per diabetici e obesi gravi, di cui già abbiamo ampiamente parlato, sta eliminando la diversità corporea dagli schermi, proprio come accadde con le riviste di moda all'inizio degli anni 2000. Inoltre la sessualizzazione delle figure femminili sta diventando dilagante. I modelli che continuamente troviamo scrollando lo smartphone, rimbalzati da Instagram e TikTok sul volano degli algoritmi, sono irreali, irraggiungibili, generati dall'Ai ma per quanto consapevoli di questo ci colpiscono, ci influenzano, ci condizionano: come posso diventare così? come posso amare la bellezza del mio corpo, unico e diverso, accettarlo, se il web è pieno di persone artificialmente perfette? Una volta le star dello spettacolo erano simboli di patinata lontana bellezza ora non bastano più, i modelli sono figure scolpite nei programmi di Ai e dunque persino più imparabili di una Zendaya o un DiCaprio. L'iperbellezza alza un'asticella pericolosa.
E' di pochi giorni fa la protesta delle atlete americane per la scelta di una società di scommesse sportive di affidare alla discussa attrice e modella Sydney Sweeney una pubblicità in cui è completamente nuda, coprendo l'intimità con attrezzi sportivi. Al di là del cattivo gusto le atlete, velociste, nuotatrici, ginnaste, rugbiste, olimpioniche, hanno protestato per la sessualizzazione delle donne nello sport in base al loro aspetto piuttosto che ai loro successi come professioniste. Questo per dire come il modello del corpo unico dilaghi.
Poi appunto c'è l'artificio. I creatori di contenuti falsi stanno diffondendo immagini corporee irraggiungibili, generate dall'intelligenza artificiale, che sfruttano la natura umana e aggravano la difficoltà per molti di accettare il proprio corpo. Afferma Katy Bruchmann, che dirige il Laboratorio di Cognizione Sociale e Confronto dell'Università di Santa Clara in California: "Più influencer virtuali magrissime e bellissime ci sono, più cambia il target per tutte le persone reali. È un circolo vizioso davvero spaventoso."
Un'altra cosa da notare, lo avrete forse visto anche voi, la quantità di esperti / influencer che vendono su Instragram e altrove prodotti o servizi per il benessere o allenamenti, tutti con promesse miracolose dalla sfida 28 giorni di Tai chi all'ultimo ritrovato di collagene, avvalorando con la condivisione di trasformazioni fisiche importanti il risultato. La testata americana Axios ha analizzato decine di post sui social media che mostrano trasformazioni corporee chiaramente generate dall'intelligenza artificiale o influencer del fitness , mentre gli investigatori online hanno scoperto contenuti che sembrano falsi. Alcuni sono stati etichettati come IA. Molti no. Ma una ricerca di Brooke Bennett, direttrice del Body image, Eating, Access, and Media Lab presso l'Università di Clemson, e dei suoi colleghi ha scoperto che in sostanza non ha importanza. Anche quando le persone sanno che l'immagine che stanno guardando è generata dall'intelligenza artificiale, ciò influisce comunque sulla loro soddisfazione corporea.
"Credo che si tratti di una questione di gestione delle aspettative", afferma Bennett.
La ricerca della magrezza è stata alimentata dal boom del GLP-1, il famoso Ozempic e similari, e spinta all'estremo da pericolose tendenze online. Sebbene "SkinnyTok" sia stato bannato da TikTok già da tempo, i messaggi continuano a diffondersi.
Insieme alle immagini di donne perfette che indossano una taglia 00, i social media possono essere un vero e proprio campo minato per l'immagine corporea.
"In ambito clinico, stiamo notando che i pazienti che si rivolgono a noi faticano davvero a gestire le pressioni derivanti dall'intelligenza artificiale e, più in generale, dai social media", afferma Bennett.
Le aziende tecnologiche e mediatiche hanno inondato la zona con una schiera di star del web accessibili e a basso costo. Al di là delle modelle completamente virtuali, modificare le immagini con l'intelligenza artificiale è più facile che mai. Ciascuno di noi può provare personalmente, chiedendo a ChatGPT di dimagrirlo. Il risultato è interessante perchè sembri proprio tu, senza alcun segno evidente di alterazione della foto, ma appunto magro. Ultimamente ci sono le etichette a mettere in guardia, per quel che servono: quando contenuti organici generati dall'IA vengono pubblicati sui prodotti Meta, gli utenti possono scegliere di identificarli, oppure può farlo il sistema di Meta. TikTok "incoraggia" i creatori a etichettare i contenuti generati o modificati in modo significativo dall'IA. La piattaforma stessa può etichettarli. Ma le regole non sono infallibili, ed è probabile che i contenuti generati dall'IA appaiano ancora senza etichetta.
"L'ideale di magrezza si sta assottigliando sempre di più", afferma Zoë Bisbing, direttrice fondatrice di Body-Positive Therapy NYC. "Allo stesso tempo, non è cert difficile trovare diversità di taglie per strada, in spiaggia e persino negli algoritmi." . Come fare? Si può cominciare ad educare l'algoritmo per tentare una modifica dal basso. Esempio? Cerchiamo sempre più spesso termini termini come accettazione del corpo, body positive o liberazione del corpo. Riusciremo? E' un inizio.
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