Economia

«Fs, il nuovo piano sarà in tre fasi: ristrutturazione, rilancio e sviluppo»

«Fs, il nuovo piano sarà in tre fasi: ristrutturazione, rilancio e sviluppo»

Spinta identitaria e focalizzazione sulle attività principali del gruppo Ferrovie dello Stato. Il disegno strategico tratteggiato dal nuovo amministratore delegato di Fs, Gianpiero Strisciuglio, è un riflesso del suo percorso professionale, dipanatosi all’interno del gruppo ferroviario a partire dal 2002, anno dell’assunzione nel reparto gestione circolazione nella sede di Bari. Un quarto di seco

lo dopo Strisciuglio è a Berlino, in occasione di Innotrans, il principale appuntamento di settore per i grandi operatori e fornitori del trasporto ferroviario, in veste di capo azienda in Fs, dove si è insediato da meno di cento giorni. Queste prime settimane di lavoro sono state dedicate «alla costruzione della nuova squadra, che abbiamo completato rapidamente. È un elemento importante perché — spiega Strisciuglio — abbiamo portato nei ruoli di vertice molti colleghi che vengono da esperienze all’interno del gruppo, sono ferrovieri che hanno avuto ruoli significativi all’interno delle nostre società più importanti, che oggi vengono ad assolvere ruoli di guida all’interno della holding di Fs». A fare il salto sono stati, tra gli altri, la nuova cfo Fabiana Lungarotti, la neo direttrice Risorse umane Francesca Stacchiotti, Andrea Esposito, come chief quality and industrial performance, Giuseppe Inchingolo, promosso vice dg, e Domenico Scida, come chief technology and innovation officer». 

Il passo successivo è indicato da Strisciuglio, che prefigura «un percorso che serve come impronta per quello che faremo da qui in avanti: delineare un gruppo industriale più integrato, più attento a sviluppare il valore del core business e, quindi, il suo ruolo di grande player della mobilità».
Nell’immediato l’amministratore delegato di Fs è al lavoro sul nuovo piano industriale, che presenterà entro Natale. «Abbiamo intenzione di completare l’iter di approvazione del piano a dicembre, un piano su base quinquennale concentrato su tre fasi: ristrutturazione, ripartenza e rilancio»

Le tre tappe sono così riassunte:«All’inizio avremo bisogno di ristrutturare un po’ il nostro business concentrandolo sul core, quindi con grande attenzione alle scelte finalizzate alle nostre attività principali. Una fase di ripartenza, perché con questa reimpostazione vogliamo spingere su temi come innovazione, sostenibilità e sviluppo. È chiaro che una volta tornati sui giusti binari l’obiettivo finale è rilanciare definitivamente».

Il piano industriale sarà presentato, come detto, alla fine del 2026, coincidendo con la chiusura di un esercizio che nella semestrale di metà anno ha registrato 200 milioni di euro di perdite. Sul periodo pregresso Strisciuglio preferisce non soffermarsi, mentre per le previsioni di chiusura opta per la cautela: «Abbiamo una chiusura d’anno in cui stiamo cercando di fare ogni massimo sforzo per contenere un po’ questa situazione». Tra le certezze si sente di escludere un ritocco delle tariffe per i viaggiatori, «non aumenteremo il prezzo dei biglietti», e conferma che in Germania la prossima estate prenderà il via il servizio dei Frecciarossa di Trenitalia

A Pietro Salini, ad di Webuild, che in un’intervista al Corriere non ha fatto mistero di un fabbisogno di cassa di 2,1 miliardi per la prosecuzione dei cantieri ferroviari in corso, offre come risposta una riflessione. «Vorrei sottrarmi al balletto delle cifre, perché penso che possa essere fuorviante. Però terrei a dire che, al di là del caso specifico e dell’interlocutore che è di primissimo piano, noi siamo molto attenti nel mandare avanti e mantenere attivo il nostro livello di produzione nei cantieri. Dal punto di vista finanziario siamo tecnici e conosciamo bene la questione. Restiamo — aggiunge — a disposizione e siamo allineati con il nostro azionista e con il ministero vigilante, perché dobbiamo trovare insieme la corretta modalità con l’intera filiera».

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