Paradosso dei dazi. Quello che era nato per difendere l’industria europea talvolta la danneggia. È già successo con i produttori di semilavorati dell’acciaio che hanno organizzato uno «sciopero» il 26 aprile scorso. Ora tocca ai produttori di trasformatori. «Siamo molto preoccupati e stiamo pensando di organizzare uno “sciopero” delle nostre aziende a livello europeo — dice Cristiano Palladini, alla guida della Tmc Transformers di Busto Arsizio —. La misura che l’Ue ha appena preso è un disastro per noi. E avvantaggerà i produttori asiatici».
Il regolamento Ue sotto accusa è il 2026/2133 del 18 settembre. Introduce una misura di salvaguardia rispetto alle importazioni di acciai magnetici, quelli che servono proprio a fare i trasformatori. Si tratta di una misura per proteggere i produttori europei di acciaio magnetico, che poi sono sostanzialmente due: la tedesca ThyssenKrupp e la polacca StalPrdukt. In pratica l’acciaio magnetico importato da fuori Europa costerà 2,8-3,5 euro al chilo, un prezzo più che raddoppiato. «Il problema è che noi non potremo che importare questo acciaio perché Thyssen e i polacchi ne sfornano 200 mila tonnellate l’anno ma il consumo in Europa è di 600 mila — spiega Palladini —. Così alla fine i nostri trasformatori costeranno il 20% in più. E noi, sì, saremo messi fuori mercato dai concorrenti asiatici. Per questo ci stiamo mobilitando con Anie Confindustria e le associazioni europee del settore».
Il regolamento è transitorio, entrerà in vigore il 25 settembre per 155 giorni. Entro fine febbraio bisognerà votare di nuovo per decidere se il regolamento deve diventare definitivo. I produttori di trasformatori europei stanno davvero pensando a uno sciopero. In campo potrebbe esserci anche la giapponese Hitachi, uno dei maggiori produttori in Europa.
23 set 2026 | 07:37