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La Nazionale multietnica di Mancini: storie e volti dei ragazzi col doppio passaporto convocati per la Nations

La Nazionale multietnica di Mancini: storie e volti dei ragazzi col doppio passaporto convocati per la Nations

La nuova Italia di Roberto Mancini è giovane, orgogliosa e multietnica, finalmente simile alle Nazionali di altri sport come la pallavolo e l’atletica che portano in giro per il mondo, con grandi risultati, la maglia azzurra. Non siamo ancora in linea con Francia, Inghilterra e Germania, dove da anni mescolano con successo le varie etnie anche grazie allo ius soli, ma il terzo Mondiale mancato ha accelerato il processo di rinnovamento. Ha cominciato Silvio Baldini lo scorso giugno e nella stessa direzione si è mosso Mancio, l’uomo che ha chiamato Zaniolo senza che avesse giocato un minuto in Serie A e Pafundi a 16 anni.

Ora, all’alba della nuova Nations League, affrontiamo il lungo viaggio verso la rinascita con ragazzi che hanno il doppio passaporto e portano l’Italia nel cuore. Storie di sofferenza e riscatto. Honest Ahanor, per cui il Chelsea in estate ha speso 50 milioni, è nato ad Aversa in Campania da genitori nigeriani e immigrato presto a Genova in un centro di accoglienza: parla con la cadenza ligure e adora il pesto, ma ha dovuto aspettare 18 anni per avere la cittadinanza e la possibilità di giocare in azzurro. Ahanor, avendo meno di 21 anni, sarà blindato quando taglierà il traguardo delle quattro presenze nella Nazionale maggiore e per adesso è fermo a quella contro la Grecia. Ora l’obiettivo è mettere al sicuro i bergamaschi Issa Doumbia e Mohamed Ali Zoma, debuttanti assoluti, entrambi classe 2003, il primo centrocampista nato a Treviglio da genitori ivoriani e passato in estate dal Venezia allo Sporting Lisbona per 26 milioni di euro. Il secondo, di Merate, è l’attaccante rivelazione del Norimberga allenato da Klose in seconda divisione tedesca, anche lui di origine ivoriana.

Sono amici e hanno giocato insieme dai pulcini sino alla prima squadra dell’Albinoleffe. Per blindarli, essendo over 21, basta un minuto alla prima occasione. Ma il regolamento è un dettaglio. L’Italia è una scelta di convinzione. Michael Kayode, campione d’Europa con l'Under 19, nato a Borgomanero da genitori nigeriani, scartato dalla Juve e allevato dalla Fiorentina, è un punto di forza del Brentford in Premier. La convocazione di Eddy Kouadio è una sorpresa. Nato a Prato da genitori della Costa d’Avorio, gioca nel Monza ma il suo cartellino è della Fiorentina. Il veterano Kean, venuto al mondo a Vercelli da genitori ivoriani, è il faro di questa piccola comunità: ha 26 presenze e 13 gol. 

I debuttanti devono cantare una canzone dopo la cena nella sala ristorante di Coverciano. Samuele Inacio del Borussia Dortmund, figlio dell’ex centravanti Inacio Pià, ha cantato una canzone brasiliana ma il suo cuore è italiano. E fra tre partite (una l’ha già fatta) il Brasile sarà fuorigioco. Alessandro Romano, volante del Cagliari, che ha scelto l’Italia dopo aver fatto la trafila nelle giovanili della Svizzera, ha cantato. Pare sia stonato. Però è candidato a debuttare contro il Belgio.

23 set 2026 | 07:13

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